Io ho lasciato fare, ero curiosa, mi piacciono le armi medioevali... ma ora piano piano mi sono resa conto di come una curiosita' possa diventare davvero una passione.
L'arco mi piace,
Mi piace sentirlo mentre pesa gentile e potente nella mia mano.
Mi piace come la freccia ribelle tende a volare laddove tu, tiratore inesperto, non avevi assolutamente puntato (pero' qualche centro l'ho fatto).
Mi piace come essa impatta sul paglione e come la si debba sconfioccare spesso con un certo sforzo.
Mi piace anche il fatto che NON C'E' MAI FRETTA, nel tiro.
Puoi star li' ad ascoltare ogni muscolo del tuo corpo finche', quando te le senti, tendi la corda, apri le spalle, allinei il braccio destro con quello sinistro ed entrambi fanno geometria con la freccia.
Intorno c'e' pace, verde, silenzio.
La natura sembra fermare il tempo per un momento, e tu scocchi e levi via la mano con una rapida carezza sulla guancia, mentre la punta della freccia produce un TOK! sul bersaglio.
E' stupendo.
Quante sensazioni, quante cose ti dice il corpo.
Oggi mi sono sentita urlare da dentro "FERMA! Non va bene!"... dopo 3 lezioni il mio cervello ha imparato a rendersi conto da solo, prima ancora che io ne abbia una vera e propria coscienza, quando ogni cosa e' messa alla maniera giusta per un tiro degno e quando no.
E infatti non avevo bloccato la spalla, e le braccia non erano allineate bene.
Ora sono ad un passo dalla fine del corso per principianti.
Mi iscrivero alla FITARCO?
Forse.
Per ora cerco solo di mettere da parte abbastanza per comprarmi un arco "nudo" (cioe' il centrale coi 2 flettenti e la corda) con cui iniziare.
Un arco tutto mio, che sara' lo strumento con cui iniziare davvero una splendida avventura sportiva.
La meta?
Conoscere meglio me' stessa ed imparare a godere dei benefici di una sana concentrazione.
Il mio corpo..davvero e' in grado di "parlarmi"?
Secondo il mio istruttore si, e sara' fantastico imparare ad ascoltarlo.
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