oggi era l'ultima giornata di lavoro presso la ASL RM G di Giudonia.
Mi sono alzata alle 5, sono uscita mezz'ora dopo e via, verso le colline.
Non mi ero accorta di quanto mi piacesse sul serio, quel posto.
Certo, la Natura colpisce sempre una come me che soffre, in mezzo ai palazzi di citta', ma mi piaceva sopratutto l'armonia che c'era tra i componenti dello staff.
Mi piceva lavorare con i bambini, usando la mia fantasia e la mia capacita' di insegnare.
I bambini si erano affezionati a me, ed io a loro.
Almeno in buona parte.
Ad una ho anche regalato un blog, per farla migliorare nella scrittura anche ora che io non ci sono.
Certo che mi piaceva, stare li.
Uno stipendio fisso, una pace meravigliosa, i cavalli ad un passo..
Carlo poi mi ha detto che sente gia' la mia nostalgia.
"Hai portato un po' d'aria frizzante, qui' dentro" ha detto.
Io penso a quando mi ha detto invece che potevo dedicarmi "finalmente" ad un amore umano, proprio vedendomi piangere a dirotto per la mia gattina morente.
Non dimentico certe cose, io.
Non intendo vendicarmi, questo no, se e' stato capace di formulare un tale pensiero e' perche' LUI e' povero, non io.
Lui non conosce l'amore che puo' legare indissolubilmente due cuori tanti differenti.
Non lo condanno: lo compatisco.
Torno quindi alla mia normale vita romana senza troppi rimpianti, ripromettendomi pero' di tornare a trovare i miei piccoli ex pazienti entro l'autunno.
Certo che sono un tipo bello contorto, io.
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