cioè..

Glitter Words

domenica 4 dicembre 2011

febbraio 19 il cuore di Betinia

Quando mi si chiede il perche' faccia questo mestiere, non so mai rispondere.
Forse mi ci sono trovata, forse mi piaceva l'idea di aiutare i bambini in difficolta', forse speravo in un lavoro che mi desse soddisfazioni, tempo libero e un buon stipendio (scoprendo poi che non da' nessuno dei tre ma tralasciamo)...
Oggi posso dire che forse il tutto si traduce in una pratolina e un cuore di carta.
Non sono impazzita.
Il primo anno post Laurea feci alla UTR di Albano un lungo tirocinio volontario: la gavetta.
Mi capito' un bambino che non voleva accettare il suo difetto e quindi non voleva collaborare con me... io trasformai la terapia in un gioco.
Funziono'.
Una mattina di aprile il bimbo arrivo' in ritardo perche' mi aveva
raccolto una pratolina come omaggio espressamente per me.
"Perche' tu mi impari a parlare bene" mi disse.
Credo che non lo dimentichero' mai, quella manina che mi porgeva
quella margherita, innocente come quel cuore che avevo conquistato
senza colpo ferire, senza apparente motivo.
E oggi... Betinia.
Una bambina di 11 anni che non riesce a pronunciare, della quale
si occupa una mia collega.
Lunghe trecce biondo cenere, occhi slavi, sorriso timido, incisivi da
castorino: tale e quale alla Laura Ingalls del telefilm "la casa nella prateria".



ve la ricordate?

Tra me e lei e' nata una simpatia reciproca immediata, anche se lei
li per li tende ancora a nascondersi... e' molto facile agli imbarazzi,
il che la rende ancora piu' adorabile.
Oggi, mentre stavo lavorando con una mia piccola paziente, e' arrivata
alla porta della stanza in cui stavo, in compagnia di Susy, la mia collega.
Mi ha porto un regalo meraviglioso.
Un cuore di carta in cui lei ha scritto le poche parole che finora e'
riuscita ad imparare a pronunciare, compreso in suo e il mio nome.
Ci ha disegnato anche un grande bacione.
Un cuore di carta, pieno di innocenza.
Un regalo che non ha prezzo!

Nessun commento: