Ieri pomeriggio, ultimatum di mia madre (ma quand'e' che finalmente avro' una casa tutta mia per metterci e conservarci quello che cacchio mi pare?).
Mio padre, suo grande alleato, mi fa prendere fumetti, cricetiere, coccetti vari, vecchie macchine fotografiche analogiche e quant'altro sbdacchia me e la roba in macchina, scaricandomi poi, piu' carinca di una albero di Natale, davanti all'ingresso del mercatino dell'usato di via T. Prisco.
Considerate che per portare dentro tutto, mi ci sono voluti tre viaggi a braccia piene.
Arrivo al bancne, e il gestore mi fa "Nooo... e mica posso prenderti tutto...siamo pieni!"
Seee... boy... sapessi io....
E mica finisce qui' la storia... gli faccio vedere tutto, aprendo il grosso scatolone e mostrandogli ogni coccetto, che avevo avuto cura di avvolgere nel giornale uno ad uno.
E lui "Quelli piccoli no"
E due.
Gli mostro i fumetti (una tonnellata: collezionavo "WITCH" sin dal primo numero e mi scocciava pure, rivendermelo.
E il gestore "puoi portarmelo piu' avanti? Sai, devo finire l'inventario del reparto libri"
Se non l'ho preso per il collo e' stato proprio grazie al mio self control!
Gli faccio vedere anche le macchine fotografiche.
Vecchie, belle, funzionanti.
Fa storie anche li.
"Quelle non le trattiamo".
Vi giuro che ero disperata!!!!!!!!
Pure le cricetiere, una grandissima e una media.
Ha detto che hanno due gabbie invendute.
Ma vaff........
Praticamente mi ha preso in conto vendita solo 4 cavolate, lasciandomi tutto il resto del "bagaglio".
Come tornavo a casa, che per portar fuori dal negozio tutto quel ben di Dio mi ci volevano tre viaggi?
Ho preso il cellulare e ho richiamato mio padre.
E' arrivato con la macchina mezz'ora dopo, con mia madre a seguito che mi scaglava addosso mille critiche.
"Questo e' successo perche' hai aspettato fino all'ultimo momento!"
Ma numi del paradiso, se sono MESI che porto al mercatino roba da vendere!!!!
Ma lei no, lei deve sentenziare, poco le importa del fatto che ho da fare e che, tra l'altro, se quelle cose me le sono comprata ci sara' pur stato un motivo valido.
Ma io sogghignavo sotto i baffi... lei parlava tanto, ma gliel'avevo fatta sotto il naso.
Non poteva certo sapere che, avvolta da una busta di plastica e chiusa nella mia borsetta di velluto c'era una stupenda Barbie parlante!
Ci ho speso 6 euro, ma doveva essere mia, doveva far parte della mia raccolta!!!!
L'ho portata a casa e l'ho rivestita ex novo, scoprendo che si tratta della "Barbie super talk".
E..parla in italiano!
Comunque le cose non si sono fermate qui'... stamattina, secondo round.
Avevo intenzione di portare i miei fumetti al negozio di compravendita della carta stampata che si trova vicino p.za s.Giovanni.
Beh..sapete l'ultima?
Dopo tanta fatica (quella busta pesava un quintale) mi sento dire dal gestore che potevo riportarmelo a casa !
A questo punto avevo solo due opzioni: o li regalavo a qualcuno, o li buttavo.
La seconda opzione l'ho scartata a priori.
I miei fumetti non finiscono MAI in un cassonetto, almeno non per mano mia!
E' un SACRILEGIO!!
Cosi', in preda alla rabbia piu' nera, mi sono feramta davanti alla posta di via Taranto, dove ho visto una zingara che chiedeva l'elemosina.
"Te li regalo, li vuoi?" io, con lo stomaco che mi si rivoltava per lo sdegno. "puoi leggerteli o rivenderteli, per farci qualche soldo".
E lei... mi fa pure storie!!!
"non leggo" mi fa, ficcanasando nella busta.
GRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
"Beh, rivenditeli" faccio io con finta gentilezza.
L'avrei fatta volare oltre la vetrata della porta a due ante della posta.
"E dove li vendo?" lei
PURE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
"Senti, li vuoi o non li vuoi?" ero davvero al limite!
Costretta a regalare ad una zingara dei fumetti che mi ero conservata con tanta cura, una raccolta che mi ero fatta con tanta attenzione, mese dopo mese!!!!!
"Si..vabbe'..dammeli"
Vaffanculo.
Me ne sono andata senza voltarmi: se l'avessi fatto li avrei ripresi, i miei fumetti.
Maledizione.
Odio esser costretta ad obbedire ancora alle pretese dei miei genitori a 35 anni !!!!
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