cioè..

Glitter Words

venerdì 2 dicembre 2011

11-09 vermi nello stomaco

Sono davvero disturbata, stasera.
Faccio di tutto per lavorare al meglio delle mie capacita',
sempre col sorriso sulla bocca e con tanta energia anche se
a volte proprio non mi va di vedere quelle facce raggrinzite
che si aspettano i miracoli da una donna che fatica a finire il mese.

E gioco con loro, le diverto, quelle vecchiette... e alla fine,
tra una risata e l'altra, riescono sempre a migliorare la loro condizione.
Poi torno a casa e scrivo sul mio diario di quanto sono contenta per loro,
ma alla fine mi sento sempre un po' sconfitta.
35 anni e nemmeno uno straccio di fisso: mi sento una fallita.



Oggi poi l'apoteosi: il marito di una mia paziente ha avuto l'ardire
di mettermi alla porta (seppur gentilmente) dicendomi di
non tornare piu'
da loro.
E questo perche' lui non vede l'utilita' del mio operato, dato che
stavo usando un gioco (avete presente "uno"?) come strumento
didattico.



Non e' la prima volta che vengo presa di petto da gente che
non capisce cosa sto facendo, ma DETESTO quando succede.
Sono piena di stress gia' di mio, con mio padre che sono
tre mesi che non sta bene e mia madre che fa a spadate con la
situazione, ed io la a sorridere, a fare finta di nulla...
sono una professionista, ma a volte mi costa veramente
dare agli altri un'energia che avrei bisogno di mantenere per me.

E questo insulso vecchiaccio ha l'ardire di dirmi che non capisce cio'
che faccio e che QUINDI per lui e' una cavolata e che devo andarmene
da casa sua e non tornare piu'?

Domani mattina, subito dal capo.
Non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno, io.
Vorrei rispondere io a quello stronzo, ma non sta a me.
E quel burino non sa che razza di fortuna sia, questa, per lui.

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