cioè..

Glitter Words

giovedì 1 dicembre 2011

07.04 il tracollo

Ieri mattina alle 8.35 e' squillato il telelefono.

Mio zio e' peggiorato di colpo: c'era da portarlo di corsa all'ospedale.

Da giorni rifiuta cibo ed acqua: gli danno nausea.

Pero' non puo' non alimentarsi: e' diabetico!!!!

I medici sono stati chiari: non ci sono speranze.

Mio zio e' in agonia.

Solo che forse non se ne sta rendendo ancora conto.

Il mio stomaco si contorce dentro di me....io faccio finta di nulla per non dare altre preoccupazioni a mia madre.

D'altronde, cosa potrebbe mai fare lei?

Cerco di rivedere mio zio prima che Dio lo chiami a se', ma a casa cercano di evitarmi una simile visione:

"Meglio che te lo ricordi com'era" mi dicono in continuazione.

Non posso.

Come faccio?

Come si fa a non dare l'ultimo saluto ad una persona che si, non e' uno stinco di santo (chi lo e'?) ma che mi ha sempre dimostrato affetto?

Come posso anche solo pensare una cosa simile?

Siamo al tracollo, sono una terapista e mi sono fatta un po' lo stomaco, in tutti questi anni di attivita': voglio vederlo prima che muoia!!!!!

p.s.= mai visto un cancro svilupparsi tanto rapidamente.

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